“I miei primi 42 anni”
di e con Pippo Franco
e
i Pandemonium
L'attore cerca di affermare il presente inquietante e non definibile,
osservando la realtà di oggi in movimento frenetico, con la sintesi dei
comici. Confessa pubblicamente di essere nato in un mondo dove la storia
determinava la vita interiore e quotidiana di un individuo e di ritrovarsi
in un mondo completamente diverso, dove la vita interiore non c'è più e
quella quotidiana è protesa ad ottenere felicità ad ogni costo, egoismo
sfrenato, accaparramento di beni materiale, successo e potere.
Attraverso il lato comico dell'esistenza umana che ha
caratterizzato una vita trascorsa sul palcoscenico, l'attore ripercorre
scene e scenette di ieri per comprendere i drammi, spesso comici, dell'esistenza
di oggi.
Affiancato dai Pandemonium, ormai storica spalla di Pippo Franco, l’attore
offre al pubblico anche vari momenti musicali . Canzoni divenute mitiche
come "Cesso" (Di amarti questa sera), "Quel vagone per Frosinone"ed
altri motivi, insieme ai monologhi "storici" del Bagaglino, vengono
riproposti in un repertorio tipico del cabaret, per
dare forma ad un altro repertorio odierno, (la vera struttura dello
spettacolo) fatto di altrettanti canzoni e altrettanti momenti di
divertimento. Le musiche di Mariano Perrella, una presenza femminile
composto da subrette e subrettine, le coreografie di Eveline Hanach e la regia
dello stesso Pippo Franco completano l'opera che è stata in scena
al Teatro Salone Margherita di Roma ed al Teatro Bracco di Napoli.